Spesso si fa confusione tra architetto, ingegnere e geometra, ma le competenze non sono intercambiabili. Ognuna di queste figure professionali ha un percorso di studi, un esame di Stato e un albo di riferimento che ne stabiliscono ruoli e limiti. Conoscere le differenze fra architetto, ingegnere e geometra è fondamentale per scegliere il professionista giusto, evitare errori nelle pratiche edilizie e garantire qualità, sicurezza e legalità dei lavori.
Il colore è un elemento essenziale nell’architettura e nel design degli interni, capace di influenzare la percezione dello spazio e l’atmosfera emotiva. Storicamente utilizzato fin dagli antichi Egizi, il colore dialoga con la luce e con la psicologia umana, modificando proporzioni e sensazioni. La scelta cromatica, oggi più consapevole e legata alla natura, contribuisce a creare ambienti funzionali, accoglienti e con forte identità visiva.
Viviamo in un’epoca dominata dall’immagine, dove materiali come il gres effetto legno promettono di sembrare ciò che non sono. Ma nella casa, i sensi contano tutti: il calore, il suono, il profumo e le imperfezioni dei materiali autentici non possono essere imitati. Scopri perché scegliere la vera materia – legno, marmo o pietra – è un investimento sensoriale, estetico e duraturo, che valorizza davvero lo spazio abitato.
L’articolo riflette sul conflitto tra vocazione turistica e vivibilità urbana, con un focus su Termini Imerese. Attraverso esempi da Palermo e Cefalù, mette in discussione il turismo come soluzione universale, evidenziando i rischi di esclusione sociale e perdita di identità. Propone invece un modello urbano fondato sulla cura degli spazi pubblici, sull’ascolto della città e sulla valorizzazione delle risorse esistenti.
Architetto o specialista? In un tempo che premia l’iper-specializzazione, questo articolo riflette sul valore della visione d’insieme nel lavoro dell’architetto. A partire da esperienze professionali e letture illuminanti — da I Barbari di Baricco al recente saggio di Elena Granata — il testo mette in discussione i confini rigidi tra competenze tecniche, spazi e funzioni. Progettare oggi significa saper leggere i luoghi e le persone, coltivare curiosità e cultura trasversale. Perché gli spazi, come gli organismi complessi, richiedono uno sguardo capace di collegare, non solo di approfondire.
L’articolo propone una lettura della città come base per rigenerare l’area Porto–Marina di Termini Imerese, punto strategico ricco di contrasti e potenzialità. Storicamente legata ad attività portuali e ricreative, oggi la Marina è già vissuta come parco urbano dello sport. Il progetto dovrebbe nascere da un processo partecipato, con l’obiettivo di riconnettere la città al mare attraverso spazi pubblici flessibili, sport, verde e mobilità sostenibile. Il Masterplan è strumento di sintesi, non imposizione. Si valorizza il paesaggio urbano e naturale, integrando città storica, Monte San Calogero e waterfront verso un parco vivo, inclusivo e identitario.