Gli spazi educativi del nido sono pensati come microcosmo urbano, comprendono territori individuali e spazi collettivi, proprio come la geografia urbana. Sono caratterizzati per la loro funzione per consentire ai bambini una prevedibilità del loro uso. Così come spazi pubblici ben progettati inducono comportamenti rispettosi. Comprendono spazi raccolti, intimi come le abitazioni di una città. Il progetto comprende la ristrutturazione leggera e l’allestimento di alcuni ambienti con il supporto di uno studio grafico curato da Studio88
Principi di progetto: i campi di esperienza

La progettualità pedagogica mette al centro l’iniziativa dei bambini e si esplica in ambiti culturali, promossi dall’adulto per arricchire e far evolvere l’esperienza infantile. Tali ambiti, convenzionalmente definiti “campi di esperienza”, fanno riferimento ai diversi aspetti dell’intelligenza umana e ai sistemi simbolico‐culturali con cui entrano in contatto:
- lo star bene con il proprio corpo inteso come unità integrata e strumento per entrare in contatto con l’altro da sé;
- la capacità di ascoltare, di comunicare, verbalmente e non, in modo da farsi capire e dialogare con gli altri;
- l’abilità di rappresentare il mondo e socializzare le proprie esperienze attraverso l’utilizzo di linguaggi corporei, espressivi, verbali,matematici, artistici, musicali…;
- la capacità di osservare il mondo naturale e la realtà sociale, di porsi domande, rilevare problemi, fare ipotesi, tentare risposte;
- l’acquisizione di competenze sociali e relazionali come negoziare tenendo conto del punto di vista altrui, collaborare nell’esecuzione di un compito, condividere, allacciare relazioni amicali, ricomporre piccoli conflitti, proporre idee e soluzioni ecc.
La specializzazione degli spazi
L’ambiente educativo viene spesso definito come il “terzo educatore” dopo genitori e insegnanti per diverse ragioni:
- per le ricadute educative che ha sulle condotte infantili in relazione alla sua configurazione (ampiezza, rapporto con altri spazi);
- per il significato sociale in esso incorporato (attività prevalenti, accessibilità, regole di comportamento ammesse…);
- per le molteplici tipologie di esperienze che vengono rese possibili (gioco, gioco simbolico, narrazione…);
- per le qualità culturali che lo contrassegnano.
Gli spazi educativi di un nido sono in sostanza un microcosmo urbano. Hano rivestito particolare importanza nella progettazione degli spazi del nido:
- la dimensione e l’articolazione degli spazi, la geografia del nido, prevede territori individuali e spazi collettivi, proprio come la geografia urbana, rispettando sia le esigenze individuali che il progressivo coinvolgimento del gruppo. Pensare gli spazi per piccoli gruppi facilita la comunicazione
- la caratterizzazione degli spazi rispetto alla loro funzione (spazi per la manipolazione, per il gioco simbolico, per il gioco di movimento), consente ai bambini una prevedibilità del loro uso. Pertanto l’identità dello spazio consente al bambino una lettura più chiara delle possibilità che esso offre, favorendo l’orientamento del comportamento e l’autorganizzazione della propria attività. Così come spazi pubblici ben progettati inducono comportamenti rispettosi;
- La realizzazione di spazi raccolti che favoriscano momenti di maggiore intimità dei bambini, per salvaguardare il bisogno del bambino di sottrarsi, a volte, alla presenza faticosa di altri bambini e adulti. Lo stesso ruolo è svolto dalle abitazioni nella città.
Il progetto
Abbiamo cercato di riversare nel progetto il nostro interesse per il ruolo sociale e civico dell’architettura e l’esperienza maturata nella progettazione di spazi per la scuola.
Il progetto ha riguardato l’allestimento della sezione divezzi del nido comunale, limitatamente ad alcuni ambienti: l’ingresso, il corridoio e la sala delle attività, i bagni. L’ipotesi si articola in un abaco degli arredi, la loro collocazione per aree funzionali e un piano del colore caratterizzato per ciascun ambito.
Il leitmotiv che ricorre in tutto l’intervento è il tema della composizione di un paesaggio ludico che si modifica per ogni ambiente.
L’accoglienza dell’ingresso

L’ ingresso rappresenta il primo impatto con il servizio da parte di bambini e genitori. A questo ambiente è demandata l’espressione dell’identità del servizio e il senso dell’accoglienza. Sono stati scelti alcuni elementi di arredo con l’intento di comunicare l’attenzione verso tutti i fruitori: un divanetto, un banco reception e una decorazione orizzontale, il gioco del labirinto.
La gamma di colori scelta comprende delle tinte dal giallo, all’arancio, al rosa pesca, al verde mela. Tali colori vengono richiamati anche negli arredi scelti.
Il corridoio attraversa il bosco
Il corridoio è un ambiente di passaggio e di transizione. Qui il paesaggio si chiude in un bosco in cui domina il verde, ogni porta è “abitata” da un animaletto.
Il microcosmo urbano: la sala delle attività

Il corridoio si apre sulla sala delle attività, lo spazio più complesso del nido, in cui l’idea del microcosmo urbano viene declinata e si sviluppa in tutti i suoi spazi educativi. Il paesaggio si apre e il pilastro centrale, allestito come un totem, con un sistema di scaffalature ad anello alla base e dei baldacchini a forma di foglia, definisce i punti di vista e indirizza la formazione di ambiti.
Gli ambiti individuati all’interno della sala sono quattro aree:
- morbida (per attività di lettura e relax, ecc…);
- per attività psicomotoria (dotata di percorso motorio con materassini, specchi, mancorrenti, decorazioni orizzontali tipo gioco della campana e labirinto);
- laboratorio (dotata di scaffalature per i materiali, tavolo, sedie, tavolini luminosi, carrello per materiali);
- gioco imitativo (dotata di un recinto con pannelli gioco e attrezzature tipo cucina, banchetto di lavoro, mercato, tappeto gioco).
Ciascun ambito si pone l’obiettivo di rispettare i principi richiamati in precedenza: specializzazione e identità degli spazi, coesistenza di spazi collettivi e individuali, spazi raccolti. Allo stesso tempo ogni ambito prevede, riallacciandosi alla progettualità pedagogica per campi di esperienza, un certo livello di polifunzionalità e la possibilità di fruizione trasversale degli arredi.
I bagni come spazi educativi

Il progetto dei bagni si è posto come obiettivo quello di facilitare il più possibile l’attività degli operatori, con il coinvolgimento attivo dei bambini, e configurare uno spazio educativo in continuità con gli altri ambienti del nido. Qui i paesaggi configurati con il disegno delle mattonelle, con le tinteggiature e la grafica suggeriscono l’idea di un un prato circondato da colline durante una pioggia estiva, nel bagno dei più grandi; un paesaggio acquatico azzurro chiaro con spruzzi e onde, nel bagno dei più piccoli.
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Presentazione del progetto all’inaugurazione del Nido comunale
Il mio intervento inizia al minuto 12:35 — se vuoi saltare direttamente, clicca qui
Dietro Riusourbano
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