Architettura é politica

SPAZI PUBBLICI E RELAZIONI

Non esiste città senza spazio pubblico, lo spazio pubblico è il connettore fra un agglomerato di edifici e funzioni private (residenze, attività produttive, attività commerciali, ecc…) e la vita che si muove in essi. La piazza è l’architettura della città, spazio pubblico per eccellenza e luogo della politica.

“Con l’espressione spazio pubblico si intende […] quell’insieme di strade, piazze, piazzali, slarghi, parchi, giardini, parcheggi che separano edifici o gruppi di edifici nel momento stesso in cui li mettono in relazione tra di loro. Si tratta di un sistema di vuoti urbani di diverse forme e di dimensioni anch’esse variabili che rappresentano il negativo del costruito.” Enciclopedia Treccani

geografia urbana
La rappresentazione dello spazio urbano

Solitamente la parola “spazio pubblico” viene associata al concetto di “vuoto”, intendendo la trama dello spazio libero tra gli edifici. Lo spazio pubblico storicamente è caratterizzato dalla capacità di attrarre persone, attività, relazioni. Lo spazio è regolato da una serie di diritti invisibili ma percepibili. 

SPAZIO PUBBLICO E DIRITTI

Quello fondamentale è il diritto di accesso che può essere declinato in accesso fisico (è possibile entrare?), accesso visuale (è possibile vedere facilmente lo spazio pubblico per i potenziali fruitori?) e accesso simbolico (sono presenti segnali che possono selezionare/ scoraggiare i potenziali fruitori?). 

Affianco al diritto di accesso è individuato il concetto di libertà di azione. Lo spazio pubblico deve essere utilizzato in base ai propri desideri riconoscendo, però, che questo è uno spazio condiviso, in cui la propria libertà non deve andare a limitare i diritti degli altri.

Altre norme insite nel concetto di spazio pubblico, ma percepite solo quando il fruitore si sente direttamente coinvolto nella costruzione e proprietà del luogo sono: il diritto di rivendicazione, il diritto di cambiamento e il diritto di appropriazione.

esempio di accesso ad uno spazio pubblico
L’accesso di uno spazio pubblico nel progetto di una scuola

Il diritto di rivendicazione sottolinea la possibilità di esercitare qualche forma di controllo dello spazio perché questo è percepito come “nostro”. 

Il diritto di cambiamento permette al luogo di evolversi e adattarsi alle variazioni degli usi e dei tempi; 

il diritto di appropriazione è molto delicato perché evidenzia la possibilità di sentire quel luogo come proprio riconoscendone, però, la valenza collettiva dello stesso. 

PAESAGGI URBANI E POLITICA

Lo spazio non è mai anonimo. Uno dei tratti distintivi della specie umana, derivante dalle nostre origini di raccoglitori-cacciatori nomadi, è la necessità di marcare il territorio. Questo può risultare potenzialmente problematico perché lo spazio appartiene a tutti. Il problema emerge quando un unico gruppo sociale mostra delle pretese esclusive nell’uso dello spazio. 

Il paesaggio e la città sono, perciò, ambiti reali dove la filosofia della democrazia si traduce in oggetti concreti e situazioni, andando a influenzare direttamente le nostre vite. Il luogo della politica è la piazza, architettura della città per eccellenza.

Nel campo dell’architettura e dell’urbanistica, molti studi hanno tentato di individuare le caratteristiche distintive degli spazi pubblici urbani affollati, vivaci, eterogenei, osservando i comportamenti dei soggetti al loro interno. 

spazio pubblico e luogo della politica e delle relazioni
Lo spazio pubblico è lo spazio delle relazioni

Gli spazi pubblici, infatti sono riconosciuti importanti per: 

− la qualità della vita: vanno ad influenzare il benessere fisico, mentale e sociale dell’uomo che li vive quotidianamente. Sono il luogo dove poter fare una passeggiata all’aria aperta o incontrare altre persone.

 − l’educazione alla diversità. Il luogo pubblico può essere inteso come teatro della vita di tutti i giorni e quindi dà la possibilità di apprendere informazioni di tipo sociale. Essendo un luogo aperto a tutti, permette di avere contatti con persone con culture, comportamenti e atteggiamenti diversi. 

− la partecipazione alla vita della comunità. Il luogo privilegiato per la dimensione pubblica, dove avvengono manifestazioni ed eventi.

la piazza è il luogo degli attraversamenti

LA PIAZZA, ARCHITETTURA DELLA CITTA’ E’ SPAZIO PUBBLICO E LUOGO DELLA POLITICA

Storicamente la piazza è definibile come uno spazio pubblico di significativa qualità architettonica e urbanistica, centro di convergenza o baricentro di un territorio urbano. La piazza è il luogo della politica, luogo di riunioni, di spettacoli, di prediche, di cerimonie, di processioni, nonché il luogo privilegiato dello scambio e dell’attività commerciale, del contatto della comunità con il mondo esterno, dell’informazione in quanto simbolo materializzato della storia pubblica di quella comunità.

Un fattore centrale capace di accendere uno spazio è il fenomeno della “triangolazione” ovvero la presenza di stimoli che spingono le persone a interagire, a socializzare. In poche parole questo è il processo per cui uno stimolo che può essere un oggetto fisico (scultura, musicisti/performanti) oppure un panorama, stabilisce un collegamento tra persone permettendo di creare un’interazione tra sconosciuti.

schema delle influenze e delle intersezioni fra spazi pubblici
influenze e intersezioni degli spazi pubblici

La città vive grazie alle storie che gli abitanti costruiscono nei suoi spazi. Affinché uno spazio pubblico sia realmente tale è necessario che venga vissuto da soggetti attivi che si sentano responsabili dello spazio e che si riconoscano in esso. Le comunità cittadine, infatti, sono quelle che creano l’identità dei luoghi. Non è possibile costruire una città senza riconoscere “l’invisibile” vita sotterranea che vi fluisce. 

PROGETTO URBANO E PROGETTO POLITICO

Il processo di produzione dello spazio pubblico  è progetto politico e il frutto della combinazione di due meccanismi gestiti da: 

− I dispositivi che regolano il funzionamento della città;

− Pratiche d’uso, individuali e collettive, dello spazio.

 La prima rispecchia la concezione della politica che agisce sulla struttura e morfologia fisica del territorio con l’obiettivo di governarne l’uso e codificarne le funzioni.

La seconda, invece riflette la dimensione quotidiana dei soggetti che abitano e si muovono nella città. I singoli individui non hanno un ruolo marginale, anzi, attraverso processi complessi di interazione ri-definiscono lo spazio e ne costituiscono il carattere collettivo e politico-sociale.

architettura mediazione con spazio pubblico, luogo della politica
mediazione fra spazi pubblici in un progetto a Termini Imerese

JAN GEHL “LIFE BETWEEN BUILDINGS”

Jan Gehl ha compiuto numerosi studi sull’utilizzo degli spazi pubblici, nel suo libro, “Life between buildings”, ha suddiviso le attività che si compiono all’esterno in tre categorie: 

necessarie: vengono svolte in qualsiasi condizione ambientale e meteorologica e, per questo, sono indipendenti dal contesto fisico in cui avvengono. Sono i compiti quotidiani come ad esempio fare la spesa, gettare i rifiuti ecc. 

opzionali: vengono svolte solo se ci sono delle condizioni favorevoli. Affinché avvengano è necessario il desiderio di compierle e un buon posto dove svolgerle. Alcuni esempi sono andare a mangiare un gelato, fare una passeggiata, andare a prendere il sole… 

sociali: dipendono dalla presenza di altri in uno spazio pubblico. Tra queste si possono individuare il gioco tra bambini, i saluti e le conversazioni tra le persone che si incontrano per strada, ma anche tutti i contatti di tipo passivo come semplicemente vedere e sentire gli altri. 

In uno spazio urbano di bassa qualità si svolgono attività necessarie. Maggiore è la qualità dello spazio, più le persone spenderanno tempo nello svolgere attività necessarie e, grazie alle buone condizioni spaziali, si verificheranno una serie di attività opzionali suggerite dal luogo.

coesistenza di più fuzioni e relazioni

QUALITA’ DELLO SPAZIO E ATTIVITA’ SOCIALI

Le attività sociali sono la categoria più ampia e sono collegate in maniera indissolubile con le altre due classi. Avvengono spontaneamente come diretta conseguenza del movimento e della compresenza delle persone nello stesso luogo. L’incontro tra le persone diventa il germe per altre forme di coinvolgimento sociale. 

Nonostante lo sfondo fisico non abbia un legame diretto sulla qualità  e intensità dei contatti sociali, il progetto degli spazi è responsabile del miglioramento o peggioramento delle condizioni che influenzano l’incontro. La strutturazione fisica dello spazio può facilitare o rendere impossibile il contatto visivo e l’ascolto con l’altro. La vita tra gli edifici comprende l’intero spettro delle attività che combinate fanno dello spazio urbano  un luogo attraente e pieno di significati. 

Dal punto di vista sociale le tipologie di rapporti che instauriamo con l’altro hanno diversi gradi di intimità e affiatamento. I contatti che avvengono nello spazio pubblico sono quelli, tipicamente, di bassa intensità. Questi incontri sono però fondamentali perché sono altamente spontanei e perché costituiscono la base su cui poter instaurare dei collegamenti più forti. 

Se la vita nello spazio pubblico si annullasse allora scomparirebbero i livelli inferiori della scala dei contatti. Di conseguenza verrebbero meno le varie forme di transizione tra l’essere soli e l’essere insieme in un rapporto intenso ed esigente. La vita che scorre al di fuori delle abitazioni garantisce un’opportunità di stare con gli altri in maniera rilassata e senza aspettative. 

Incontrare i nostri simili nei luoghi comuni è, comunque, molto differente rispetto a osservare le persone alla TV o nei film, perché, in questo caso, è necessaria la nostra presenza individuale e la possibilità di partecipazione diretta agli eventi. 

LA RESPONSABILITA’ DEL PROGETTO URBANO

La forma architettonica di un edificio o di uno spazio non influenza direttamente il rapporto che si instaura fra vicini, ma certamente lo può incoraggiare. Per avviare un rapporto c’è sempre la necessità di trovare un punto in comune (background comune, interessi comuni ecc.). Problemi o interessi condivisi creano un’interazione più influente rispetto allo spazio dove avviene il contatto. Il luogo che fa da sfondo è invece colpevole se rende impossibili tali incontri.

spazio pubblico e spazio collettivo in un edificio residenziale e Caltanissetta

Lo spazio pubblico della città costituisce patrimonio collettivo di una comunità. L’architettura della città è la piazza, lo spazio pubblico per eccellenza e il luogo della politica

SPAZIO PUBBLICO E SPAZIO COLLETTIVO

esempi di occupazione di spazi pubblici

Quando uno spazio pubblico viene occupato, ad esempio da un’attività commerciale, questo perde la propria connotazione pubblica, di bene comune, poichè quello spazio viene (anche se temporaneamente) privatizzato pertanto smette di essere luogo civico e diviene privato pur mantenendo spesso la sua funzione collettiva. I fruitori di tale spazio smettono di esercitare i loro diritti civici e divengono consumatori condizionati dalle nuove regole che vengono imposte non più dall’amministrazione della città ma dal privato che lo occupa. Queste regole sono per esempio gli orari di apertura e chiusura, il modo in cui lo spazio viene attraversato, ecc…

Vengono meno tutti quei diritti invisibili di cui abbiamo parlato e che caratterizzano lo spazio pubblico diritto di accesso, libertà d’azione, diritto di rivendicazione, diritto di cambiamento, diritto di appropriazione e anche le attività che vi si svolgeranno sono condizionate in particolare per quanto riguarda le attività sociali che sono quelle maggiormente influenzate. 

Dietro Riusourbano
Ogni articolo che leggi qui nasce da esperienze concrete di progetto. Siamo architetti, il nostro studio è Architetti Gianuario Ustica, e con Riusourbano raccontiamo il nostro modo di abitare, pensare e trasformare gli spazi. Se hai un’idea in mente, o un luogo che vorresti cambiare, siamo pronti ad ascoltarla.
→ ci trovi qui e puoi contattarci a riusourbano@gmail.com