Lampade per la casa: identità, progetto e amore per l’oggetto

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Qualche giorno fa un’amica mi raccontava che, nonostante viva nella sua casa nuova da più di un anno, in bagno ha ancora una lampadina provvisoria che pende da due fili elettrici: non ha ancora trovato la lampada giusta. Questa piccola storia mi ha fatto riflettere su quanto sia difficile scegliere le lampade per la casa. Non si tratta solo di illuminazione – intensità, colore, distribuzione della luce – ma anche di forma, presenza, identità.

Ogni lampada emette luce, ma allo stesso tempo le dà una forma. E quando è spenta, occupa comunque uno spazio, definendolo. Ho sempre pensato alle lampade come a sculture, piccole opere d’arte che conferiscono carattere a un ambiente e, al tempo stesso, lo illuminano.

Lampade come identità domestica

In casa mia ogni nuova lampada è arrivata con entusiasmo, quasi come un piccolo rito. Il fatto che molte lampade di design abbiano un nome ha reso questo momento ancora più solenne: ricordo i miei figli, da piccoli, che a scuola raccontavano “a casa c’è una nuova lampada, si chiama Eclisse!”. Come se fosse un nuovo membro della famiglia.

lampade per la casa
Un disegno di mia figlia con le lampade rappresentate in tutte le camere

Dietro ogni lampada c’è una storia: un’idea creativa che prende forma, diventa oggetto e si diffonde. In questo senso, le lampade sono una perfetta incarnazione di ciò che Walter Benjamin definiva “riproduzione seriale dell’opera d’arte”: un gesto artistico originario che, grazie alla produzione industriale, entra nella quotidianità domestica di molti. Per questo considero le lampade non solo elementi funzionali dell’architettura d’interni, ma anche strumenti di identità. Ogni lampada è un’architettura in miniatura che cambia la percezione dello spazio, sia quando è accesa che quando riposa.

Tipologie di lampade per la casa

Il mercato offre una scelta vastissima, che si può classificare per tipologia:

lampade per la casa
  • da tavolo
  • da terra
  • a sospensione
  • da parete
  • da soffitto
  • portatili
  • per esterni

A queste si aggiungono vari materiali, tecnologie e corpi illuminanti che ampliano ulteriormente le possibilità. Dopo aver scelto la tipologia in base alle esigenze dell’ambiente e alla disponibilità degli attacchi elettrici, resta la parte più difficile: selezionare “la lampada giusta”.

E qui, secondo me, non basta ragionare su funzionalità e design. Bisogna anche innamorarsi dell’oggetto, riconoscersi nella sua storia, sentirlo parte della propria casa.

Come scegliere le lampade per la casa, stanza per stanza

Ingresso

L’ingresso ha bisogno di due tipi di luce: una intensa, diffusa e rassicurante, che ti permette di avere tutto sotto controllo, e una più accogliente e smorzata che segna il passaggio verso gli spazi interni. Per la prima funzione amo Lumiere di Rodolfo Dordoni per Foscarini, con il suo diffusore in vetro soffiato; per la seconda, lampade come Light-Air di Eugeni Quitllet per Kartell più piccola o la classica Atollo di Vico Magistretti, che accolgono con eleganza e calore.

lampade per la casa
Lumiere di Rodolfo Dordoni (Foscarini)
Light-Air di Eugeni Quitllet (Kartell)
lampade per la casa
Atollo di Vico Magistretti (Oluce)

Soggiorno

Il soggiorno si illumina meglio con tanti piccoli punti luce, pensati per creare atmosfere diverse e adattarsi a ogni momento della giornata. Tra i protagonisti ci sono Parentesi di Achille Castiglioni e Pio Manzù (Flos), una lampada a luce diretta orientabile. Il suo movimento verticale è ottenuto mediante lo scorrimento di un tubolare di acciaio sagomato su un cavetto teso tra plafone e pavimento. È essenziale, tecnica, divertente e scenica: ogni volta che la guardo mi stupisce per quanto sia semplice e complessa allo stesso tempo.

Non meno significativa è Margaret di Vico Magistretti (FontanaArte), una lampada da appoggio pensata per lettura su divano o letto, con riflettore in alluminio, tige telescopica in ottone cromato e sacca d’appoggio in pelle. L’ho regalata a mio padre che amava leggere, e per me ha un valore speciale: oltre al design, porta con sé un ricordo familiare legato al suo nome dolce e familiare.

Parentesi di Achille Castiglioni e Pio Manzù (Flos)
lampade per la casa
Margaret di Vico Magistretti (FontanaArte)

Stanza da pranzo

Il tavolo da pranzo, oggi più che mai al centro della vita domestica, merita un’illuminazione scenica: Aim dei fratelli Bouroullec (Flos) è perfetta, orientabile e versatile. A completare l’atmosfera, una luce diffusa come Dioscuri di Michele De Lucchi (Artemide), posizionata sulla credenza, che mantiene le pietanze illuminate e valorizzate prima che vadano in scena in tavola.

lampade per la casa
Aim dei fratelli Bouroullec (Flos)
Dioscuri di Michele De Lucchi (Artemide)

Camera da letto

In camera servono diverse tipologie di luce: diffusa, localizzata, da lettura o studio. Tra le mie scelte ci sono Blow di Ferdi Giardini per Luceplan, elegante alternativa ai ventilatori luminosi consigliata per ampi spazi e tetti alti. Se la camera ha tetti bassi ed è di piccole dimensioni, una scelta accattivante è Illusion di Francisco Gomez Paz per Luceplan, lampada da parete o soffitto a LED. La sua silhouette è sottile (solo 4 cm) e crea un effetto ottico sorprendente: simula una sfera inscritta in un quadrato grazie alla sua lente Fresnel, dando un’illusione di profondità. È elegante, moderna e allo stesso tempo giocosa, perfetta per dare carattere anche agli spazi più contenuti.

Blow di Ferdi Giardini (Luceplan)
lampade per la casa
Illusion di Francisco Gomez Paz (Luceplan)

Per i comodini amo lampade che parlano di gioco e poesia: B.L.O di Marcel Wanders, che si spegne con un soffio; la storica Lampadina di Achille Castiglioni; e Eclisse di Vico Magistretti, premiata e intramontabile

B.L.O di Marcel Wanders (Flos)
Lampadina di Achille Castiglioni (Flos)
Eclisse di Vico Magistretti (Artemide)

Scrivania

Non si può parlare di scrivanie senza citare alcune icone del design italiano e internazionale. Tra le mie preferite ci sono Tolomeo e Tizio, prodotte da Artemide e disegnate rispettivamente da Michele De Lucchi e Richard Sapper, perfette e opposte, esempi di progettazione raffinata e funzionale.

Lampade per la casa

Fa parte della mia collezione anche Fortebraccio di Paolo Rizzatto e Alberto Meda (Luceplan), giovane “fratello” di Tolomeo.
Non posso poi non menzionare L-1 di Luxo, disegnata da Jac Jacobsen: una lampada da tavolo che ha rivoluzionato il concetto di illuminazione scrivania e ha ispirato la celebre lampada-icona del Pixar Animation Studio. 

Lampada L-1 Luxo di Pixar

Oggetti che rappresentano la storia del design e continuano a influenzare il nostro modo di vedere e usare la luce.

Tolomeo di Michele De Lucchi (Artemide)
Tizio di Richard Sapper per Artemide
Tizio di Richard Sapper (Artemide)
Fortebraccio di Paolo Rizzatto e Alberto Medea per Luceplan
Fortebraccio di Paolo Rizzatto e Alberto Medea (Luceplan)
L-1 di Luxo, disegnata da Jac Jacobsen
L-1 di Jac Jacobsen (Luxo)

Terrazza

La terrazza prolunga la convivialità all’esterno. Qui serve una luce diffusa, come Ecran In & Out di Inga Sempé (Luceplan), resistente agli agenti climatici. Per momenti speciali, la mia “arma segreta” è Mayday di Konstantin Grcic (Flos): portatile, versatile, sempre utile.

Ecran In & Out di Inga Sempé (Luceplan)
Ecran In & Out di Inga Sempé (Luceplan)
lampade per la casa
Mayday di Konstantin Grcic (Flos)

Scala

Per la scala ad L di casa mia ho scelto Goggle di Ross Lovegrove (Luceplan), un piccolo dispositivo “magico”. Il suo diffusore in policarbonato incorpora una pellicola iridescente che fa cambiare colore alla lampada a seconda del punto di vista: salendo o scendendo, sembra di assistere a un gioco ottico sempre nuovo. È un dettaglio leggero e divertente, che rende il passaggio sulla scala qualcosa di più di un semplice spostamento.

Goggle di Ross Lovegrove (Luceplan)

Conclusione: lampade come compagne di vita

Ogni lampada di casa mia è stata scelta per quello che rappresenta e per la relazione speciale che instaura con lo spazio. Scegliere le lampade per la casa significa trovare un equilibrio tra progetto e identità, tra funzionalità e amore per l’oggetto.

Non sono semplici accessori, ma compagni quotidiani che ci accolgono, ci raccontano, ci rassicurano. Alla fine, sono parte della nostra storia domestica tanto quanto i ricordi che custodiamo tra le mura di casa.

Dietro Riusourbano
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