Una riflessione sul ruolo di Pinterest come possibile evoluzione degli atlanti iconografici utilizzati nella pratica architettonica. Si richiama all’esperienza formativa nello studio di progettazione, dove la costruzione di raccolte di immagini e riferimenti serviva a sviluppare connessioni tra temi progettuali, analogie e suggestioni visive. Il confronto si estende al lavoro di Aby Warburg e al suo Atlante Mnemosyne, fino alle riflessioni di Calvino e Munari sul processo creativo come accumulo e sedimentazione. Pinterest viene interpretato non come semplice social network, ma come strumento di ricerca e archivio visivo. Pur riconoscendone i rischi di superficialità, si evidenzia il potenziale come dispositivo per osservare e tracciare l’evoluzione del pensiero progettuale nel tempo.
Come leggere una piazza attraverso il caso di Piazza Duomo a Termini Imerese. La storia dello spazio urbano come stratificazione di elementi visibili e invisibili: dalle origini antiche alle trasformazioni moderne, fino agli elementi scomparsi che continuano a influenzarne la percezione. Un percorso che mostra come osservare una piazza significhi interpretarne le tracce, le relazioni e le assenze. Un primo passo per comprendere il valore dello spazio pubblico e le basi di un progetto di riqualificazione consapevole.
Color is more than decoration—it's a design language. This article explores its cultural roots, psychological impact, and practical use in interior architecture. From historical references to neuroscience, from minimalist trends to a nursery design case study, it shows how color shapes perception and well-being. Designing with color means designing for people, their emotions, and their everyday lives.
L’articolo propone una lettura della città come base per rigenerare l’area Porto–Marina di Termini Imerese, punto strategico ricco di contrasti e potenzialità. Storicamente legata ad attività portuali e ricreative, oggi la Marina è già vissuta come parco urbano dello sport. Il progetto dovrebbe nascere da un processo partecipato, con l’obiettivo di riconnettere la città al mare attraverso spazi pubblici flessibili, sport, verde e mobilità sostenibile. Il Masterplan è strumento di sintesi, non imposizione. Si valorizza il paesaggio urbano e naturale, integrando città storica, Monte San Calogero e waterfront verso un parco vivo, inclusivo e identitario.
Il recupero di un sottotetto ha trasformato uno spazio tecnico in una mansarda tra cielo e mare, evocando un senso di protezione, creatività e intimità. Questo ambiente abitativo, fortemente presente nell’immaginario letterario, cinematografico e musicale, è da sempre simbolo di libertà e riflessione. Seppur caratterizzata da un’architettura imperfetta, la mansarda è uno spazio mentale oltre che fisico, un luogo in cui il legame con il paesaggio e il senso di nostalgia si fondono con il quotidiano. Attraverso un processo di autoprogettazione, questa casa è diventata un rifugio su misura, dove la costruzione dello spazio coincide con la costruzione della memoria e degli affetti.