Un’esplorazione urbana nata da un esercizio suggerito da Elena Granata: mappare i luoghi dove vivere la città senza consumare. A Termini Imerese, tra giardini, piazze e percorsi pedonali, esiste una rete di spazi pubblici gratuiti che vale la pena riscoprire e abitare, anche per immaginare un altro modello di città.
L’articolo riflette sul conflitto tra vocazione turistica e vivibilità urbana, con un focus su Termini Imerese. Attraverso esempi da Palermo e Cefalù, mette in discussione il turismo come soluzione universale, evidenziando i rischi di esclusione sociale e perdita di identità. Propone invece un modello urbano fondato sulla cura degli spazi pubblici, sull’ascolto della città e sulla valorizzazione delle risorse esistenti.
Architetto o specialista? In un tempo che premia l’iper-specializzazione, questo articolo riflette sul valore della visione d’insieme nel lavoro dell’architetto. A partire da esperienze professionali e letture illuminanti — da I Barbari di Baricco al recente saggio di Elena Granata — il testo mette in discussione i confini rigidi tra competenze tecniche, spazi e funzioni. Progettare oggi significa saper leggere i luoghi e le persone, coltivare curiosità e cultura trasversale. Perché gli spazi, come gli organismi complessi, richiedono uno sguardo capace di collegare, non solo di approfondire.